raffaele cappelli

Senatore Cappelli è sicuramente un nome curioso da leggere su un pacco di farina ma in quel momento starete semplicemente leggendo il nome del risultato del lavoro di uno dei più grandi genetisti agrari italiani, Nazareno Strampelli.

Strampelli applicava la tecnica dell’ibridismo realizzando numerosi incroci con semi provenienti da ogni parte del mondo.

Uno dei primi grandi successi di Strampelli fu il grano Ardito, ottenuto incrociando il Rieti Originario, che resisteva alla ruggine nera, con il Wilhelmina Tarwe, varietà olandese ad alta produttività, e successivamente incrociando il risultato con l’Akakomugi, un frumento giapponese di scarsa importanza agronomica ma caratterizzato dalla taglia bassa e maturazione precoce.  Fu grazie all’Ardito e alle scoperte di Strampelli che l’Italia, vinse la così detta “battaglia del grano”, riuscendo, senza ampliare la superficie coltivata, ad aumentare la produzione di frumento dai soli 44 milioni di quintali prodotti in Italia nel 1922 agli 80 milioni di quintali del 1933.

Una conseguenza inaspettata dell’introduzione dei grani di Strampelli fu la riduzione del rischio, per i contadini, di contrarre la malaria, visto che in precedenza nelle zone paludose il grano giungeva a maturazione nel periodo di picco delle zanzare, grazie all’anticipo della raccolta i contadini potevano evitare le zanzare e di conseguenza la malaria.

Nel 1907 il deputato del Regno Raffaele Cappelli, permise a Strampelli di effettuare delle semine sperimentali su dei campi di sua proprietà vicino a Foggia. Come già aveva fatto per il grano tenero, Strampelli selezionò e incrociò sia grani duri autoctoni del sud d’Italia e delle isole sia provenienti da altri paesi del mediterraneo. Nel 1915 selezionò una varietà autunnale con buone qualità di adattabilità e adatta alla pastificazione, ottenuto della varietà locale tunisina Jeanh Rhetifah. È il grano che nel 1923 sarà rilasciato omaggiando con il nome Raffaele Cappelli, nel frattempo divenuto Senatore. Il Senatore Cappelli diventa un successo tra gli agricoltori italiani, nonostante fosse alto e suscettibile all’allettamento era infatti molto più produttivo dei grani duri utilizzati in precedenza. Le rese passarono dalle 0,9 tonnellate per ettaro del 1920 a 1,2 della fine degli anni ’30.

Il Senatore Cappelli sostituì molti grani duri autoctoni sino a raggiungere, nei decenni successivi, un’estensione pari al 60 per cento della superficie italiana coltivata a grano duro.Senatore Cappelli è sicuramente un nome curioso da leggere su un pacco di farina ma in quel momento starete semplicemente leggendo il nome del risultato del lavoro di uno dei più grandi genetisti agrari italiani, Nazareno Strampelli.